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Review - Il Sole 24 Ore: «Gli antenati di Lancillotto»

Il Sole 24 Ore, Domenica 6 febbraio 2022


Gli antenati di Lancillotto

di LORENZO TOMASIN
 

Epica cavalleresca. Conclusa l'edizione integrale del duecentesco «Roman de Meliadus». Racconta la storia del padre di Tristano e di un'affollata giostra, il «Torneo del Pino del Gigante».

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 IL CICLO DI GUIRON LE COURTOIS
Romanzi in prosa del secolo XIII

Edizione critica diretta da
Lino Leonardi e Richard Trachsler

 

Il Ciclo di Guiron le Courtois, mastodontico complesso di romanzi francesi in prosa composti all’incirca tra il 1235 e il 1240, è uno dei principali testi della letteratura cortese rimasti ancora inediti. Copiato nei secoli e amato da molte generazioni di lettori, dalla corte di Federico II di Svevia fino alle biblioteche signorili del Rinascimento padano nelle quali ispirò il Boiardo e l’Ariosto, il Ciclo di Guiron le Courtois viene pubblicato integralmente per la prima volta a cura del «Gruppo Guiron», in un’edizione critica. Con il titolo di Roman de Meliadus si indica la prima branche del Ciclo di Guiron le Courtois. Una versione digitale in Open Access è disponibile grazie al finanziamento del Fondo Nazionale Svizzero.

 

I. Roman de Meliadus, parte prima
A cura di Luca Cadioli e Sophie Lecomte

Ril., pp. XVI-576, € 80 ("Archivio romanzo, 41")
Il presente volume contiene l’edizione critica della prima parte del Roman de Meliadus (§ 1-410), dove fanno la loro comparsa sulla scena i protagonisti del romanzo: Esclabor, giovane cavaliere giunto a Roma come schiavo e liberato grazie al suo eroismo; re Artù, che da poco ha iniziato a governare sul regno di Logres; Meliadus, il padre di Tristano, che compie innumerevoli avventure in incognito, fino allo svelamento della propria identità; il Buon Cavaliere senza Paura, grande rivale di Meliadus, che con lui si contende il titolo di migliore dei cavalieri. E insieme a loro molti dei personaggi più noti dei romanzi arturiani, da Gauvain a Sagramor, ritratti agli albori della loro cavalleria, ancora inesperti e spesso sconfitti nei duelli in cui si lanciano con impeto giovanile. Le molteplici linee narrative che si dipanano in questa sezione convergeranno nell’immenso torneo del Pino del Gigante (edito nel secondo volume), grande episodio dalla forza centripeta che vede riuniti nello scontro tutti i personaggi del racconto. Il testo critico, costituito sulla base di uno stemma e di una nuova concezione del rapporto tra sostanza testuale e forma linguistica, è accompagnato da un apparato sistematico di varianti, da note di commento e da un glossario (pubblicato nel vol. 2). L’Introduzione presenta gli aspetti letterari salienti del romanzo e illustra le principali questioni relative ai manoscritti e alla trasmissione del testo.
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II. Roman de Meliadus, parte seconda
A cura di Sophie Lecomte

Ril., pp. XVI-760, € 95 ("Archivio romanzo, 42")
Il presente volume contiene l’edizione critica della seconda parte del Roman de Meliadus (§ 411-1066). Mentre convergono verso il grande torneo del Pino del Gigante, i personaggi dibattono su chi sia il migliore cavaliere del mondo, raccontando imprese e disfatte dei loro favoriti. Al torneo fa il suo ingresso trionfale sulla scena Meliadus, mostrando tutto il suo valore e suscitando l’ammirazione dei presenti. Dopo un periodo di convalescenza per una ferita infertagli dal Buon Cavaliere senza Paura, il re si innamora perdutamente della bellissima regina di Scozia e la rapisce. Ne segue una guerra dalle tonalità omeriche tra le schiere di Artù, alleato del re di Scozia, e Meliadus, che termina con la sconfitta del re di Leonois e la sua cattura. Meliadus sarà in seguito riammesso alla corte di Artù, schierandosi al suo fianco per far fronte all’invasione dei Sassoni. Di taglio maggiormente biografico rispetto alla prima, questa seconda parte del romanzo tesse numerosi parallelismi tra il cavaliere eponimo e la figura di Tristano, ancora bambino all’epoca dei fatti narrati, con il definitivo riconoscimento della sua superiorità sul figlio per bocca dell’imperatore Carlo Magno.Il testo critico, costituito sulla base di uno stemma e di una nuova concezione del rapporto tra sostanza testuale e forma linguistica, è accompagnato da un apparato sistematico di varianti, da note di commento e da un glossario. L’Introduzione (pubblicata nel vol. 1) presenta gli aspetti letterari salienti del romanzo e illustra le principali questioni relative ai manoscritti e alla trasmissione del testo.
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IV. Roman de Guiron, parte prima
A cura di Claudio Lagomarsini

Ril., pp. XVI-897, € 110 ("Archivio romanzo, 38")
Nella prima metà del Roman de Guiron (§ 1-970) viene introdotto nel mondo arturiano Guiron il Cortese, un prode cavaliere ignoto alle prose francesi del Duecento a causa della prigionia che lo ha tenuto lontano dalle scene per molti anni. All’inizio del racconto, Guiron e il suo fidato compagno d’armi, Danain il Rosso, partecipano a un torneo, accompagnati dalla bellissima moglie di Danain. Al torneo partecipa anche Lac, che resta ammaliato dalla donna e decide di rapirla affrontando la sua scorta armata. Ma Guiron intercetta la notizia e si mette in marcia per sventare l’agguato. Da questo viluppo di opposti desideri si dipana un ambizioso e complicatissimo intreccio che tiene insieme un numero impressionante di duelli, prove, imprigionamenti, avventure e – ingrediente fondamentale nella struttura del romanzo – molteplici racconti retrospettivi.
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V. Roman de Guiron, parte seconda
A cura di Elena Stefanelli

Ril., pp. XVI-920, € 110 ("Archivio romanzo, 39")
Nella seconda metà del Roman de Guiron (§ 971-1401) Guiron è in cerca di Danain il Rosso, il compagno d’armi che ha rapito la sua amata Bloie. Dopo vari incontri e imprese – cavalieri codardi e sleali, amanti sfortunati, imboscate e battaglie – Guiron riuscirà a trovare l’amico, con il quale si scontrerà in un duello senza esclusione di colpi. Da questo filo principale della narrazione si dipanano le avventure di altri personaggi, come quella di Brehus senza Pietà: nemico giurato delle donne, si innamora di una malvagia damigella che lo fa smarrire in una grotta, dove incontra gli avi di Guiron. Man mano che il testo si avvia verso l’epilogo, l’intreccio si sfrangia e i destini dei cavalieri prendono strade diverse, che finiscono per condurli verso solitarie e lunghe prigionie.
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VI. Roman de Guiron. Continuazione del Roman de Guiron
A cura di Marco Veneziale

Ril., pp. XVI-530, € 80 ("Archivio romanzo, 40")
Con il titolo di Continuazione del Roman de Guiron si pubblica una sezione narrativa che si pone, da un punto di vista diegetico, al seguito della seconda branche del ciclo, il Roman de Guiron, alla fine del quale tutti i migliori cavalieri del regno sono imprigionati o impossibilitati nell’azione cavalleresca. La Continuazione narra un’avventura errante del giovane re Artù, il quale abbandona la corte per partire alla ricerca del re Meliadus e scopre così, avventura dopo avventura, il senso della vita erratica e della cortesia cavalleresca.

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MIRABILE. Digital Archives for Medieval Culture

 

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