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Poco più di cinquant’anni dopo la Vita Karoli di Eginardo, con i Gesta Karoli il monaco di San Gallo Notkero Balbulo avvia per la seconda volta l’impresa di narrare le gesta di Carlo Magno. Anche se mai esplicitamente nominata la Vita Karoli è il riferimento fondamentale dei Gesta Karoli, ma le due opere sono radicalmente differenti. Impegnata e classicamente misurata la prima, di spumeggiante intrattenimento la seconda. Ma la narrazione di Notkero, così apparentemente disarticolata in una casuale sequenza aneddotica, a tratti comica, ironica e grottesca, trasmette in realtà al suo destinatario, l’imperatore Carlo III il Grosso, un messaggio ideologico e politico di bruciante attualità ed è percorsa dalla drammatica consapevolezza dell’imminente fine della dinastia carolingia, l’unica legittimata a governare l’impero dei Franchi.
More than fifty years after Einhard’s Vita Karoli, Notker the Stammerer’s Gesta Karoli resumes the narration of Charlemagne’s deeds. While implicitly referring to the Vita, the work diverges in style and purpose. Beneath its lively, anecdotal and often comic surface, Notker’s text conveys a political message addressed to Emperor Charles the Fat, shaped by an acute awareness of the impending end of the Carolingian dynasty.
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